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Procedure e Modulistica

Autorizzazione Paesaggistica

Autorizzazione Paesaggistica

La normativa nazionale di riferimento è il D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 "Codice dei beni culturali e del paesaggio", mentre l'art. 80 della L.R. n. 12/2005 "Legge per il Governo del Territorio" e s.m.i., ripartisce le competenze tra diversi enti, in relazione alle diverse tipologie d'intervento e alla loro ubicazione all'interno del territorio del parco (Regione, Provincia, Parco Regionale/Comunità Montana e Comune).
Il territorio di competenza è assoggettato a tutela paesaggistica in base a:

  • bellezze di insieme ex art. 136, comma 1,  lett. c) e lett. d) del D. Lgs. 22.01.2004 n. 42 (comuni di Barasso, Brinzio e Valganna)                            
  • ambiti  ex art. 142, comma 1, del D.lgs. 22.01.2004 n. 42 lettera f) Parchi e Riserve                

Autorizzazione paesaggistica
Quando si applica:
In tutto il territorio del Parco, per tutti gli interventi che modificano in modo permanente lo stato dei luoghi.  Per gli interventi ubicati nelle zone ICO (Iniziativa Comunale Orientata) del PTC del Parco, è il Comune e non il Parco l’ Ente territoriale competente per l’ emissione dell’ Autorizzazione Paesaggistica.

Tipologia Atto e Termini: Autorizzazione, 120 gg per la procedura ordinaria e 60 gg per la procedura semplificata

Documentazione: Richiesta di autorizzazione paesaggistica, da presentarsi completa di marca da bollo da € 16,00 unitamente a quattro copie della documentazione progettuale  redatta sulla base dell’ Allegato A della D.g.r. 15 marzo 2006 n.8/2121 “Criteri  e procedure per l’ esercizio delle funzioni amministrative in materia di tutela dei beni paesaggistici in attuazione della L.r. 11 marzo 2005, n.12  e s.m.i.”

I casi di esclusione dall'obbligo di autorizzazione paesaggistica sono esclusivamente quelli indicati nell'art. 149 del D. Lgs. 42/2004:

a) per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l'aspetto esteriore degli edifici;
b) per gli interventi inerenti l'esercizio dell'attività agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio;
c) per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dall'articolo 142, comma 1, lettera g), purché previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia.

In questi ultimi casi il professionista incaricato potrà presentare una dichiarazione con la quale assevera, con preciso riferimento all'art. 149 del D.Lgs 42/04, che l'intervento da realizzare non comporta alterazione dello stato dei luoghi e dell'aspetto esteriore degli edifici allegando idonea documentazione fotografica ed una breve relazione tecnica che descriva le opere da effettuare.

Si ricorda che la procedura di rilascio dei provvedimenti paesaggistici non comprende la verifica di carattere tecnico-regolamentare a fini edilizi degli interventi proposti, pertanto sarà cura del professionista incaricato effettuare la verifica di conformità del progetto a norme e regolamenti vigenti presso gli uffici competenti.

Accertamento di Compatibilità Paesaggistica

Accertamento di Compatibilitą Paesaggistica

La normativa vigente non consente il rilascio di autorizzazioni paesaggistiche per varianti in corso d'opera, la richiesta dovrà essere formulata prima dell'esecuzione dei lavori, sospendendo le opere in attesa dei provvedimenti autorizzatori.
Non sono ammesse autorizzazioni in sanatoria, cioè richieste dopo l'esecuzione dei lavori.
Nei soli casi previsti dall'art. 181 1 quater del D. Lgs. 42/2004, è possibile chiedere al Parco (ai sensi del citato art. 80 L.R. n. 12/2005) l'accertamento di compatibilità paesaggistica, per interventi realizzati in difformità o in assenza di autorizzazione paesaggistica, ed essi sono:

a) lavori, realizzati in assenza o difformità dall'autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati;
b) impiego di materiali in difformità dall'autorizzazione paesaggistica;
c) lavori configurabili quali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria ai sensi dell'articolo 3 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380.

Tale procedura prevede inizialmente l'inoltro da parte del Parco di una segnalazione all'autorità giudiziaria in merito alle caratteristiche dell'intervento quale segnalazione di presunto reato.
Il provvedimento relativo all'accertamento di compatibilità paesaggistica, è rilasciato o negato entro il termine perentorio di 180 giorni, previo parere vincolante della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Milano, da rendersi entro il termine perentorio di 90 giorni.
Nel caso in cui non sia presentata una richiesta di accertamento di compatibilità paesaggistica si ordinerà la remissione in pristino dello stato dei luoghi.
Nel caso in cui venga rilasciato l'accertamento di compatibilità si applicherà una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 167 del D. Lgs. 42/2004.

Incidenza SIC

Incidenza SIC

Con la d.g.r. 7/14106 del 8/8/2003 è stato affidato agli enti gestori dei parchi, delle riserve e dei monumenti naturali regionali la gestione dei SIC situati anche parzialmente all’interno di tali aree protette. A tali enti gestori spetta il compito di esprimersi sulla base di uno studio di incidenza predisposto dal proponente dell’intervento.
In riferimento alla Direttiva Habitat (Art. 6 Direttiva 92/42/CEE e art. 5 DPR 357/97), la procedura di valutazione di incidenza ha il compito di tutelare la Rete Natura 2000 dal degrado o comunque da perturbazioni esterne che potrebbero avere ripercussioni negative sui siti che la costituiscono.
Sono sottoposti a valutazione di incidenza tutti i piani o progetti non direttamente connessi e necessari alla gestione del siti di Rete Natura 2000 ma che possono avere incidenze significative su di essi (art. 6 comma 3 della Dir. 92/43/CEE).

Tipologia Atto e Termini
: Parere, 60 gg.

Documentazione: Il proponente deve presentare la richiesta e lo studio di incidenza/dichiarazione di non incidenza, al Parco, unitamente a due copie della documentazione progettuale oggetto di valutazione.

Studio di incidenza
Lo studio di incidenza deve contenere tutti gli elementi necessari per individuare e valutare i possibili impatti che l’opera ha sulle specie e sugli habitat per cui quel sito è stato designato in particolare deve essere composto da:

  • elementi descrittivi dell’intervento ed inquadramento territoriale con evidenziata la sovrapposizione territoriale con i siti di Rete Natura 2000;
  • descrizione quali - quantitativa e localizzazione delle specie faunistiche e floristiche per le quali i siti della zona interessata dall’intervento e delle zone limitrofe (analisi di area vasta) sono stati designati e su cui il progetto potrebbe avere effetti indotti;
  • analisi degli impatti diretti ed indiretti che l’intervento potrebbe avere sia in fase di cantiere che di regime. L’analisi deve fare riferimento al sistema ambientale nel suo complesso considerando quindi le componenti biologiche, abiotiche ed ecologiche.

Qualora siano evidenziati impatti lo studio deve illustrare le misure mitigative che dovranno essere messe in atto per minimizzarli.
(I riferimenti per lo studio sono contenuti nell’allegato G del DPR 357/97 e nell’allegato D della d.g.r.14106 dell’8/8/2003).

Dichiarazione di non incidenza significativa
Sono esclusi dalla procedura di incidenza gli interventi che contengono solo previsioni di: opere interne, manutenzione ordinaria, straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia, che non comportano aumento di volumetria e/o di superficie e/o modifiche di sagoma a condizione che il soggetto proponente o il tecnico incaricato dichiarino che gli interventi proposti non abbiano né singolarmente né congiuntamente ad altri interventi, incidenze significative sui siti.

Autorizzazione alla Trasformazione del Bosco

Autorizzazione alla Trasformazione del Bosco

In riferimento all’ art. 50 della Legge Regionale n. 31 del 05 dicembre 2008 per interventi in area boschiva, il Parco emette i seguenti  provvedimenti autorizzativi.

 Autorizzazione alla trasformazione del bosco

Quando si applica:
  In tutte le aree del Parco dove è presente il bosco, secondo la definizione dell’ art. 42 della L.r. 31/08 :

Sono da considerarsi bosco:
a)    le formazioni vegetali, a qualsiasi stadio di sviluppo, di origine naturale o artificiale, nonché i terreni su cui esse sorgono, caratterizzate simultaneamente dalla presenza di vegetazione arborea o arbustiva, dalla copertura del suolo, esercitata dalla chioma della componente arborea o arbustiva, pari o superiore al venti per cento, nonché da superficie pari o superiore a 2.000 metri quadrati e larghezza non inferiore a 25 metri;
b)    i rimboschimenti e gli imboschimenti;
c)    le aree già boscate prive di copertura arborea o arbustiva a causa di trasformazioni del bosco non autorizzate;

Sono assimilati a bosco:
a)    i fondi gravati dall’ obbligo di rimboschimento per le finalità di difesa idrogeologica del territorio, qualità dell’ aria, salvaguardia del patrimonio idrico, conservazione della biodiversità, protezione del paesaggio e dell’ ambiente in generale;
b)    le aree forestali temporaneamente prive di copertura arborea e arbustiva a causa di utilizzazioni forestali, avversità biotiche e abiotiche, eventi accidentali e incendi;
c)    le radure e tutte le altre superfici d’ estensione inferiore sa 2.000 metri quadrati che interrompono la continuità del bosco;

Si intende "...per trasformazione del bosco ogni intervento artificiale che comporta l'eliminazione della vegetazione esistente oppure l'asportazione o la modifica del suolo forestale, finalizzato ad una utilizzazione diversa da quella forestale."

Tipologia Atto e Termini: Autorizzazione, 180 gg

Documentazione: Richiesta di autorizzazione per opere da realizzarsi in zona forestale, in bollo (€ 14,62 sono esenti gli enti pubblici) indirizzata al Parco.
Le copie da far pervenire al Parco sono cinque destinate a: Corpo Forestale dello Stato, Comune, due al Parco e al richiedente.

Ai sensi della d.g.r. 8/675/2005 “Criteri per la trasformazione del bosco e per i relativi interventi compensativi” l’estensione dell'area boscata soggetta a trasformazione del bosco, oltre la quale vale l'obbligo della compensazione, è pari a 100  mq.

Anche per le trasformazioni temporanee dovranno essere acquisite, sia l'autorizzazione al mutamento d'uso che l'autorizzazione paesaggistica, e dovrà essere predisposto il progetto di compensazione nel caso in cui l'area superi i 100 mq.

Limitatamente al territorio delle Comunità montane e dei Comuni classificati montani ai sensi della d.g.r. 10443 del 30.09.2002 (in ambo i casi anche se compresi in aree protette), la soglia è elevata a 2.000 mq nel caso di:
a)    opere di pubblica utilità;
b)    viabilità agro-silvo-pastorale;
e a 500 mq nel caso di:
c)    allacciamenti tecnologici e viari agli edifici esistenti;
d)    ampliamenti o costruzione di pertinenze di edifici esistenti, esclusivamente se finalizzati all’attività agricola e ricompresi in aree con destinazione urbanistica “E” (agricola-forestale) di cui alla L. 765/1967.

La soglia deve essere riferita all’intera opera progettata e può essere confermata o ridotta dal piano di indirizzo forestale

In caso di assenza di piano di indirizzo forestale, l’estensione dell'area boscata soggetta a trasformazione del bosco, oltre la quale vale l'obbligo della compensazione, è pari a 20.000  mq, qualora l’intervento di trasformazione del bosco sia contemporaneamente:

  • finalizzato all’eliminazione della colonizzazione spontanea di specie arboree o arbustive in terreni agricoli abbandonati da non oltre 30 anni;
  • finalizzato al recupero dell’uso agricolo del terreno, senza ulteriore cambio di destinazione, né realizzazione di edifici di qualsiasi tipo, per almeno 20 anni;
  • ricompreso in aree con destinazione urbanistica “E” (agricola-forestale) di cui alla L 765/1967;
  • eseguito nel territorio delle Comunità montane e dei Comuni classificati montani ai sensi della d.g.r. 10443 del 30.09.2002, oppure in comuni classificati “collina” da ISTAT ricadenti in aree con “elevato coefficiente di boscosità”.

L'elevazione della soglia a 20.000 mq si applica alle aree protette solo se non in contrasto con quanto stabilito dal piano territoriale del parco o dal piano di gestione della riserva (art. 17 l.r. 86/1983 e s.m.i.)

Denuncia Taglio Boschi

Denuncia Taglio Boschi

Durante la stagione silvana sono possibili le operazioni di taglio del bosco.
Se la modalità del taglio è "Utilizzazione" e la tipologia di governo del bosco è "Ceduo o Misto" allora il taglio deve essere effettuato:

• dal 15 ottobre al 31 marzo per quote fino a 600 m;
• dal 1 ottobre al 15 aprile per quote oltre 600 m e fino a 1.000 m;
• dal 15 settembre al 15 maggio per quote oltre 1.000 m.

Se tra le specie forestali interessate dal taglio è stato indicato il Platano:

• Prima di iniziare a tagliare i Platani, devi attendere il permesso di Regione Lombardia - Servizio Fitosanitario Regionale. Se non ricevi alcuna comunicazione entro 30 giorni dalla data di presentazione della denuncia, allora puoi procedere.

L'inizio delle operazioni di taglio è regolato nel seguente modo:

• se la tipologia di autorizzazione è "SILENZIO ASSENSO": Il taglio può iniziare dalla data dell'autorizzazione da parte dell'Ente competente. In caso di mancato ricevimento dell'autorizzazione o del diniego, dal 60° giorno.
• se la tipologia di autorizzazione è "DIA": Il taglio può iniziare dalla data di presentazione della denuncia
• se la tipologia di autorizzazione è "AUTORIZZAZIONE": Il taglio può iniziare dalla data dell'autorizzazione da parte dell'Ente competente.

Il taglio deve terminare entro due anni dalla data di "inizio operazione di taglio" termine in cui scade la relativa denuncia.

Per andare incontro alle esigenze degli utenti a partire dal mese di ottobre sarà possibile usufruire di una procedura semplificata e più snella per la denuncia di Taglio dei Boschi.
Basterà completare il modulo cartaceo allegato o presso gli sportelli del Parco e inviarlo tramite:

- fax allo 0332/435403
- e-mail, in formato pdf, all’indirizzo forestale@parcocampodeifiori.it

Verrete direttamente contattati dal personale del Parco per concordare la data e l’orario per effettuare il sopralluogo e la contrassegnatura del bosco.
Sarà più rapido anche ottenere l’autorizzazione al taglio. Basterà passare dal parco il giorno successivo al sopralluogo per ottenere la formale autorizzazione e la denuncia di taglio informatizzata che conterrà dati e informazioni più corretti perché appositamente inseriti in seguito al sopralluogo.

Autorizzazione alla Trasformazione dell'Uso del Suolo in aree soggette a vincolo idrogeologico

Autorizzazione alla Trasformazione dell'Uso del Suolo in aree soggette a vincolo idrogeologico

In riferimento agli artt. 43-44 della Legge Regionale n 31 del 05 dicembre 2008 " per interventi in area a vincolo idrogeologico (boscate e non boscate), il Parco emette i seguenti  provvedimenti autorizzativi.

Autorizzazione alla trasformazione dell'uso del suolo in aree soggette a vincolo idrogeologico

Quando si applica: In tutte le aree del Parco sottoposte a Vincolo idrogeologico.

La normativa ".. intende per trasformazione d'uso del suolo ogni intervento artificiale che comporta una modifica permanente delle modalità di utilizzo ed occupazione dei terreni soggetti a vincolo idrogeologico."

Tipologia Atto e Termini: Autorizzazione, 180 gg

Documentazione: La richiesta di autorizzazione per opere da realizzarsi in zona forestale, in bollo (€ 14,62 sono esenti gli enti pubblici) indirizzata al Parco, dovrà pervenire in cinque destinate a: Corpo Forestale dello Stato, Comune, due al Parco e al richiedente.

La richiesta di autorizzazione, per opere da realizzarsi in area non boscata  sottoposta a vincolo idrogeologico, in bollo (€ 14,62) ed, indirizzata al Parco, dovrà pervenire tramite il Comune in cui si devono eseguire le opere il quale dovrà predisporre la seguente documentazione:

1. mod. 1 - dichiarazione di conformità urbanistico-edilizia;
2. estratto studio idrogeologico allegato al P.R.G. Comunale;

Le copie da far pervenire al Parco sono cinque destinate a: Corpo Forestale dello Stato, Comune, due al Parco e al richiedente.

Accesso agli Atti

Accesso agli Atti

Autorizzazione al Transito

Autorizzazione al Transito