Via Trieste, 40 - 21030 Brinzio (Varese) - Tel: 0332.435386 - Fax: 0332.435403 - E-mail: info@parcocampodeifiori.it
Home > News > LAVORI IN CORSO: la Vetta del Campo dei Fiori

LAVORI IN CORSO: la Vetta del Campo dei Fiori

24NOV

Gestione Ambientale in Vetta al Campo dei Fiori - Storia del rimboschimento in Vetta al Monte Campo dei Fiori
Dal punto di vista forestale, la vetta del Monte Campo dei Fiori è oggi occupata da un vasto rimboschimento di Peccio o Abete rosso, con presenza di Larice giapponese. Il rimboschimento della vetta venne effettuato tra l’inizio e la metà del 1900 su vasti pascoli ottenuti dal disboscamento in epoca remota di boschi di latifoglie. Il nome stesso della montagna “Campo dei Fiori” si deve alla presenza, in passato, di prati magri e pascoli che si coprivano di fiori in primavera ed estate.
Il rimboschimento artificiale fu realizzato anche con l’obiettivo di diventare una fonte di approvvigionamento di legna per una cartiera situata nelle vicinanze. In realtà il rimboschimento non venne mai utilizzato per questo motivo cosicché Abeti e Larici ebbero modo di svilupparsi e crescere indisturbati per oltre 80-90 anni, privi di cure e interventi di governo del bosco.
L’Abete rosso è una specie tipica dell’orizzonte montano medio e superiore e di quello subalpino inferiore e trova l’optimum ecologico tra i 1400 e i 1800 m s.l.m. La pecceta situata sulla Vetta del Campo dei fiori è compresa tra i 900 e i 1200 m s.l.m. circa e pertanto risulta situata oltre il proprio optimum ecologico. La distribuzione fuori areale primario degli Abeti rossi espone le piante a fenomeni di precoce senescenza e ciò si aggiunge al fatto che il rimboschimento è monospecifico, fattore che generalmente comporta una maggiore vulnerabilità all’attacco di patogeni.

Comparsa del Bostrico dell’Abete rosso e primi interventi di manutenzione
Durante i primi quindici giorni del mese di agosto 2003, l’Europa e l'Italia furono colpite da una massiccia ondata di caldo, eccezionale sia per la durata che per l'intensità. L’elevate temperature seguirono ad una primavera ed un inizio dell’estate particolarmente siccitosi. La siccità non risparmiò la vetta del Campo dei Fiori e in questo contesto, con un’esposizione delle piante a temperature ostili e ad un diffuso deficit idrico, si diffuse rapidamente il coleottero scolitide Ips typographus, comunemente denominato Bostrico dell’Abete rosso. Una volta insediatosi nella pecceta il Bostrico, in collaborazione con altri patogeni come l’Armillaria sp. ha contribuito a minare la stabilità dei popolamenti alterando l’equilibrio ecosistemico.

Fino al 2003 il Parco, attraverso il PSA (Progetto Speciale Agricoltura), è intervenuto con lavori di ordinaria manutenzione lungo il sentiero 1 (Piazzale Belvedere – Forte di Orino) e nella manutenzione di radure e aree a prato particolarmente ricche dal punto di vista floristico. In seguito al rapido diffondersi del Bostrico a partire dall’estate del 2003 l’Ente Parco Campo dei Fiori si è ritrovato in pochi anni a dover affrontare una problematica forestale di grandi dimensioni, che interessa un’area molto vasta costituita da proprietà appartenenti in larga misura a privati cittadini. Per poter intervenire prontamente con l’obiettivo di ripristinare un equilibrio ecosistemico alterato, che consenta la durevolezza dei popolamenti forestali nel rispetto delle componenti floristiche e faunistiche presenti nell’area, il Parco ha realizzato i Piani di Gestione dei SIC, ha acquistato 37 ettari di superficie che comunque costituiscono un’ esigua parte rispetto alla superficie totale coperta dai rimboschimenti di Abete rosso presenti in Vetta e ha iniziato a costituire una rete informativa con i proprietari delle aree interessate dal problema, al fine di poter successivamente intervenire su tutta la superficie.

Progetti PSR e RER
I primi grandi interventi in Vetta hanno previsto l’asportazione delle piante secche e schiantate a seguito di fenomeni meteorologici intensi (nevicate, vento) lungo tutto il sentiero 1. Il primo progetto era previsto dal PSR 2007-2013 denominato “ricostituzione del potenziale forestale e interventi preventivi”. Nel progetto è prevista la piantumazione di 2000 essenze di Faggio e Abete bianco.
Dopo questo primo progetto, collegandosi ad una più ampia iniziativa regionale, denominata “Dai Parchi alla Rete Ecologica Regionale” legata alla Rete Ecologica Regionale (RER) approvata da R. L. nel dicembre 2009, il Parco, sulle aree di sua proprietà, ha realizzato in collaborazione con il DBSF dell’Università dell’Insubria, un Progetto di Gestione ambientale della Vetta del Monte Campo dei Fiori strettamente collegato al tema della connettività ecologica. La connettività ecologica riguarda la necessità di evitare che popolazioni animali e popolamenti vegetali soffrano di condizioni di isolamento, favorendo la costruzione di una rete articolata di “nodi centrali”, “corridoi ecologici” e fasce di margine.
Nella visione complessiva dell’intervento non si può prescindere dal considerare il valore paesaggistico e soprattutto sociale/culturale/emotivo che la pecceta ha assunto nel tempo tra le persone, in particolar modo tra i cittadini di Varese. L’area è oggetto di interesse ed affezione perché sostiene contemporaneamente due forme di fruizione:
- una fruizione passiva che si manifesta con il godimento del paesaggio e dei suoi elementi; la cima del Monte Campo dei Fiori, con i suoi rimboschimenti di conifere sempreverdi dai contorni regolari, è divenuta da ormai un secolo un punto di riferimento, un elemento irrinunciabile che connota fortemente il paesaggio;
- una fruizione attiva perché in qualsiasi stagione dell’anno il lungo sentiero pianeggiante che conduce al Forte di Orino ospita sportivi, escursionisti, famiglie a passeggio. La presenza della conifera conferisce un’atmosfera di “montagna”, rende l’aria balsamica e mitiga il clima nella stagione calda.
Nella gestione di questi popolamenti si è stabilito di assecondare il processo di naturale ritorno dei boschi primigeni, favorendo quanto più possibile la biodiversità negli ecosistemi forestali con mosaici di ambienti differenziati. Uno studio vegetazionale nell’area indica come vegetazione potenziale la faggeta negli ambienti più mesofili e consorzi misti con querce nelle aree meso-termofile e termofile.
Si è deciso di conservare una certa quota di conifera, sostituendo l’Abete rosso con l’Abete bianco, specie alle spese della quale non sono note diffuse fitopatie, per memoria culturale e del paesaggio ed anche perché l’imponenza del bosco di conifera offre nicchie ecologiche a specie animali meno adatte al bosco di latifoglia (es. astore e picchio nero).
Sono state realizzate 9 aree di impianto, con la messa a dimora di circa 100 piante ciascuno per un totale di 900 essenze, 610 conifere e 290 latifoglie che aggiungenda quelle poste in precedenza porta ad un totale di 2500 piante già messe a dimora in un solo anno. In particolare sono state realizzate 5 chiudende e sono state disposti 3 leggi informativi al fine di portare a conoscenza della popolazione, che numerosa frequenta la zona degli interventi, le problematiche legate alla gestione delle formazioni forestali della Vetta del Campo dei Fiori e la necessità di conservazione di alcune specie animali e vegetali. Gli argomenti illustrati nei tre leggi sono i seguenti:
- I prati magri e il loro valore ecologico;
- Le peccete di sostituzione e le problematiche fitosanitarie che le caratterizzano;
- Come il Parco interviene: spiegazione dei contenuti e delle scelte di progetto.

L’effetto atteso è di ottenere un soprassuolo forestale più stabile dal punto di vista meccanico, soprattutto lungo la rete sentieristica, ed ecologico, la cui composizione vari con gradienti in senso altitudinale e longitudinale. Il bosco risulta così differenziato e ricco di nicchie ecologiche. In quest’ottica ai fini dell’implementazione della biodiversità naturalistica e paesaggistica, si è deciso di ripristinare una porzione di prato magro che ridisegna un piccolo lembo del paesaggio dei primi del ‘900, garantisce una visuale sui laghi e il paesaggio della provincia Varese e incrementa le rare superfici di Habitat 6120 presenti nel SIC.
Questa lavoro è da considerarsi come un progetto pilota da replicare nei prossimi interventi che verranno effettuati nei boschi adiacenti a quelli di proprietà del Parco, come avvenuto di recente in Vetta, dove è stato concluso il lavoro di taglio ed esbosco lungo un cantiere forestale sull’area di un privato cittadino. Oltre ad informare i proprietari terrieri, si sta predisponendo un’opera con tabelle per gli interventi di compensazione forestale, con l’obiettivo di poter realizzare altre chiudende e proseguire con la piantumazione di nuove specie arboree.

Una "App" del Parco Campo dei Fiori per orientarsi e conoscere il territorio
Parco Campo dei Fiori
La rete sentieristica del Parco Campo dei Fiori si amplia e si rinnova con il QrCode
Parco Campo dei Fiori